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Instagram: come un profilo ci mostra la “società liquida” di Bauman

Pubblicato da Redazione il

Se un tempo il mondo dell’arte e della fotografia aveva riferimenti come Andy Warhol, Robert Doisneau, Steve McCurry, oggi chi abbiamo? Di chi possiamo ricordarci?
In una società dove (grazie a qualcuno) abbiamo la possibilità di avere una fotocamera in tasca, dove tutti abbiamo la possibilità di immortalare (letteralmente rendere immortale, rendere eterno, ricordare per sempre, un istante) come facciamo ad individuare i nuovi maestri della fotografia o a riconoscere il talento…?

Riconoscerete sicuramente qualcuno degli scatti contenuti nell’articolo:


Bacio davanti all’hotel De Ville, Fotografia di Robert Doisneau.
[Leggi qui la storia di questa foto]

Queste sono foto che hanno segnato un’epoca, come la fine della Prima Guerra Mondiale, o la costruzione del Ponte di Brooklyn. Oggi le cosiddette “foto segnanti” che possiamo trovare le dobbiamo cercare all’interno di un calderone, in mezzo a foto del cibo, foto di gambe su di un lettino al mare, foto in SPA ed Hotel di lusso (prenotati tramite uno sconto su Groupon) foto di persone che reggono la torre di Pisa.

Sistematicamente è più difficile riconoscere i nuovi fenomeni, ed abbiamo esaurito anche la scusa che la semplicità (tramutata facilmente in banalità) è la nuova ricercatezza.
Questa semplicità, questa banalità, questa pochezza di personalità, di contenuto, questa ricerca dell’approvazione di qualcun altro, questo individualismo sfrenato è lo stesso che rivelò Zygmunt Bauman nel 1999 nel suo libro “Società Liquida


Sharbat Gula, 12 anni, 1985 Steve McCurry
[Leggi qui la storia di questa foto]

In un’intervista rilasciata da Umberto Eco :
“Con la crisi del concetto di comunità emerge un individualismo sfrenato, dove nessuno è più compagno di strada ma antagonista di ciascuno, da cui guardarsi. Questo soggettivismo – così Umberto Eco spiegava Bauman – ha minato le basi della modernità, l’ha resa fragile, da cui una situazione in cui, mancando ogni punto di riferimento, tutto si dissolve in una sorta di liquidità. […] le uniche soluzioni per l’individuo senza punti di riferimento sono da un lato l’apparire a tutti costi, l’apparire come valore e il consumismo. Però si tratta di un consumismo che non mira al possesso di oggetti di desiderio in cui appagarsi, ma che li rende subito obsoleti, e il singolo passa da un consumo all’altro in una sorta di bulimia senza scopo”. La modernità liquida, per dirla con le parole del sociologo polacco, è “la convinzione che il cambiamento è l’unica cosa permanente e che l’incertezza è l’unica certezza”.

E così la banalità è l’unica maniera di differenziarsi, come la virtualità sta sostituendo la vera realtà.


Operai sul ponte di Brooklyn (1914).
[Leggi qui la storia di questa foto]

Venendo al titolo dell’articolo, il profilo instagram in questione è @insta_repeat, nome che lascia poco spazio all’immaginazione, che ci mostra più di 1000 foto simili tra loro a gruppi di dodici, stesso tema, stesso soggetto, stessa inquadratura, stesso posto, stessa prospettiva, o stessi colori.

La società di oggi è composta per la gran parte da persone che hanno bisogno di dimostrare, ostentare, qualcosa al prossimo. Che sia l’ex compagna delle elementari, l’ex fidanzato delle superiori, i colleghi di lavoro, facciamo esperienze non per noi, ma per gli altri. Frequentare posti perché di tendenza, fare viaggi in funzione di ciò che è cool quell’estate, passare la vacanza a rubare foto dentro ristoranti costosi o sale da the come quella famosa fashion blogger.
Siamo alla continua ricerca dell’approvazione altrui, perdendo di vista ciò che è importante per Noi. C’è sempre di più un distacco dalla realtà… anzi la vita virtuale sta diventando l’unica vera vita reale.

Tornando alla domanda iniziale “Di chi possiamo ricordarci?”, beh sicuramente @insta_repeat si sta facendo conoscere e si farà ricordare… Proprio prendendo la virtualità delle cose e mostrandone la cruda realtà… Una schiera di foto uguali, viaggi uguali, vite uguali…

Questo è l’inizio di un’onda che si infrange su se stessa:


La grande onda – Hokusai
[Leggi qui la storia di questa foto]

NDR: Se pensate “il mio profilo instagram è per me, per avere ricordi di questo periodo della mia vita” beh vi sfidiamo ad impostare il vostro profilo come privato.


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